FOGGIA — Un appuntamento di rilievo per la scena culturale cittadina si è svolto martedì 17 febbraio 2026, alle 18:30, nell’illustrissima sede della Fondazione dei Monti Uniti di Foggia, dove si è tenuta l’inaugurazione della mostra “Il labirinto delle voci sottili” dell’artista contemporanea Daniela Tzvetkova.


All’evento ha partecipato il Vicesegretario Nazionale Dott. Michele Daniele LA NOTTE, in rappresentanza di Libera Rappresentanza dei Militari (LRM).
Nel corso della serata, Michele D. LA NOTTE è intervenuto portando i saluti del Sindacato e di tutti i propri iscritti, sottolineando come LRM abbia profuso, negli anni, una partecipazione attiva nella promozione di iniziative legate allo sport e alla cultura, riconoscendo in esse un valore sociale e identitario per il territorio.

La mostra presenta un corpus di opere che si muove nel vasto ambito della Fiber Art, rivisitata e rielaborata dall’artista Tzvetkova ove essa mescola elementi della tradizione artigianale e della cultura materiale della sua terra d’origine, la Bulgaria.
con una ricerca ed un’esplorazione profonda della percezione: privilegiare udito e tatto rispetto alla vista diventa un invito a vivere l’opera in modo più intimo.

Filippo Santigliano, Presidente della Fondazione dei Monti Uniti di Foggia, ha evidenziato come la mostra dedicata a Daniela Tzvetkova si inserisca in un percorso culturale che la Fondazione porta avanti “con continuità da oltre trent’anni”, con l’obiettivo di promuovere e valorizzare gli artisti legati al territorio foggiano per nascita, formazione o prossimità culturale. Santigliano ha inoltre ricordato come il sostegno alla produzione artistica locale rappresenti una leva fondamentale per la crescita culturale e sociale dell’intera comunità, rinnovando l’impegno della Fondazione a favorire il dialogo tra arte e società.

Daniela Tzvetkova, scenografa e graphic designer di formazione, bulgara di nascita e foggiana di adozione, ha sviluppato una ricerca originale attorno alle potenzialità espressive della carta e delle tecniche tessili contemporanee, consolidando nel tempo un percorso riconosciuto nel panorama artistico.

Con “Il labirinto delle voci sottili”, la Fondazione offre così alla città un’occasione di incontro con un’esperienza artistica capace di intrecciare memoria, materia e innovazione, restituendo una narrazione ricca e vitale del territorio.

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