Il Comitato europeo dei Diritti sociali (CEDS) ha bocciato l’Italia per la mancata istituzione dei regimi pensionistici complementari per il personale delle Forze Armate e di polizia, evidenziando una grave discriminazione e il pesante pregiudizio che ne subiscono i lavoratori in uniforme.
Sono oltre 30 anni che il personale in uniforme viene discriminato dal momento in cui i Governi che si sono susseguiti nulla hanno fatto per attivare il secondo pilastro della previdenza dopo la riforma del 1995.
Questo si è tradotto in un vero e proprio “stillicidio” delle pensioni del personale dei comparti Difesa e Sicurezza.
Libera Rappresentanza dei Militari aveva già chiesto ufficialmente l’apertura dei tavoli sulla previdenza complementare (e non solo dedicata) già dagli scorsi contratti e l’ha ribadita (unico sindacato ad averlo fatto per la previdenza complementare) anche in occasione dell’apertura dei lavori per i nuovi contratti la settimana scorsa (quì il video dell’intervento del Segretario Generale di L.R.M Dott. Marco Votano).
L’Europa da ragione alle tesi di Libera, commenta il Segretario Generale, occorre finanziare al più presto il fondo per la previdenza complementare e per la previdenza dedicata al fine di non arrecare ulteriori danni al personale militare che ad oggi andrebbe in pensione con un assegno assai penalizzante.
Ci auguriamo, aggiunge Votano, che anche le altre sigle sindacali dell’Esercito in particolare e di tutto il Comparto Difesa e Sicurezza in generale, valutino adesso la necessità di “spingere” sui tavoli negoziali, anche per la previdenza complementare.
Ringraziamo, quei sindacati che come noi hanno perseverato sulla strada “Europea” e che hanno insistito presso il CEDS al fine di ottenere l’innovativa ed autorevole sentenza.
I giudici nazionali conclude il Segretario Generale di L.R.M., saranno adesso tenuti, a interpretare il diritto interno in modo conforme alle disposizioni della Carta Sociale Europea, tenendo conto dell’orientamento espresso e, in ambito politico, la compagine Governativa dovrà necessariamente dare una rispostaconcreta al problema.
Giovedì 12 marzo in occasione del programmato incontro in funzione pubblica, chiederemo conto degli intendimenti e le conseguenti azioni che si vorranno mettere in campo.
Libera Rappresentanza dei Militari coerentemente con la propria storia, non arretrerà.
La Segreteria Generale LRM
