In data 17 marzo 2026 si è tenuta la riunione indetta dal V Reparto Affari Generali dello Stato Maggiore della Difesa, alla quale hanno partecipato i rappresentanti delle Forze Armate, l’Ufficio Relazioni Sindacali e i rappresentanti delle diverse sigle sindacali, finalizzata a fornire aggiornamenti in merito al contratto di polizza sanitaria integrativa attualmente in vigore in favore del personale militare con PREVINT–PREVIMEDICAL, ormai prossimo alla scadenza.

Nel corso dell’incontro sono stati affrontati diversi aspetti di particolare rilievo, a partire dalla limitata disponibilità dei fondi attualmente stanziati, che consentirebbe la copertura del servizio soltanto per un ulteriore semestre, nonché dalla necessità di un incremento della quota pro capite destinata a sostenere l’impianto assicurativo. È stata altresì evidenziata l’esigenza di assicurare stabilità alle coperture finanziarie e di migliorare la qualità delle prestazioni offerte, rendendole maggiormente rispondenti ai costi sostenuti e alle reali aspettative del personale.

Nel corso della riunione è stato inoltre comunicato che la copertura finanziaria dell’attuale polizza è stata prorogata da marzo a settembre 2026, così da garantire la continuità assistenziale nelle more dell’espletamento delle procedure amministrative necessarie al nuovo affidamento.

Dalle informazioni preliminari emerse risulta, infatti, che l’attuale compagnia assicuratrice non avrebbe manifestato l’intenzione di procedere al rinnovo del servizio. Alla luce di tale circostanza, il Ministero della Difesa ha già avviato le procedure necessarie per indire un nuovo bando di gara, che sarà gestito tramite la Direzione Generale di Commissariato e di Servizi Generali (COMMISERVIZI), con l’obiettivo di individuare un nuovo operatore e garantire la prosecuzione della copertura sanitaria in favore del personale del comparto.

Questa APCSM condivide quanto affermato nel corso della riunione circa il fatto che una valida copertura sanitaria rappresenti, sotto il profilo del benessere complessivo del personale, uno strumento di tutela di primaria importanza.

Proprio per tale motivo, la copertura sanitaria non può e non deve essere considerata un semplice benefit, bensì una misura essenziale di welfare, idonea a garantire tutele concrete e durature ai militari.

L’esperienza maturata nel tempo ha, infatti, confermato l’elevato valore sociale e funzionale della copertura sanitaria integrativa. Numerosi militari hanno già avuto modo di usufruirne, riscontrando benefici concreti, soprattutto nell’ambito della prevenzione, dei check-up completi e dell’accesso più rapido a prestazioni sanitarie che, nel sistema ordinario, sarebbero spesso condizionate da tempi di attesa incompatibili con le esigenze del personale.

Tuttavia, proprio l’aumento significativo del ricorso alle prestazioni ha inciso sull’equilibrio economico complessivo dello strumento, riducendo l’attrattività della procedura nei confronti degli operatori del settore.

A ciò si aggiunge una riflessione non secondaria sul termine stesso di “integrativa”, che presuppone il completamento di un sistema già esistente. Il personale militare dispone, infatti, già di protocolli sanitari periodici, quali esami ematochimici e controlli cardiologici, e beneficia, in caso di infortunio in servizio, della copertura garantita dall’Amministrazione della Difesa, che assicura cure mediche, ospedalizzazione e assistenza riabilitativa. A tale quadro si aggiunge, inoltre, l’attuale processo di riforma della sanità militare, i cui sviluppi non risultano ancora pienamente definiti.

Alla luce di tali elementi, appare evidente la necessità di una riflessione approfondita sulla qualità, tipologia e finalità delle prestazioni offerte dalla polizza, affinché le risorse disponibili siano orientate verso servizi realmente integrativi e non si traducano in una mera sovrapposizione rispetto a prestazioni già garantite dal Servizio Sanitario Nazionale e dal Servizio Sanitario Militare. Se, da un lato, le polizze integrative nascono infatti per sopperire alle inefficienze del sistema pubblico, in particolare ai tempi di attesa, e per coprire spese accessorie, dall’altro la sovrapposizione tra i diversi sistemi rischia di generare confusione operativa e dispersione di risorse, soprattutto in un contesto caratterizzato da disponibilità economiche limitate.

Permangono, inoltre, forti perplessità e preoccupazioni in merito ai continui ritardi nei rinnovi, dovuti alla carenza di fondi, nonché alla disparità di trattamento rispetto ad altri Corpi dello Stato, i cui percorsi di rinnovo delle coperture sanitarie risultano già avviati o definiti. Tale situazione impone una presa di posizione chiara e responsabile da parte delle istituzioni competenti.

La nostra Associazione ritiene pertanto fondamentale che il livello di assistenza sanitaria assicurato al personale non subisca alcuna riduzione, né sul piano qualitativo né su quello quantitativo. Al contrario, è necessario preservare l’attuale assetto della copertura sanitaria e, ove possibile, migliorarne ulteriormente gli standard assistenziali, garantendo stabilità, efficienza e sostenibilità nel tempo.

Per tale ragione, rivolgiamo un appello alla politica nazionale affinché assicuri la necessaria copertura finanziaria attraverso fondi strutturali dedicati, scongiurando in maniera categorica il rischio di interruzione di un istituto di welfare che, negli anni, ha rappresentato un riferimento concreto e apprezzato per il personale militare e per le rispettive famiglie.

L’obiettivo della nostra APCSM resta quello di mantenere uno strumento di welfare equilibrato, capace di garantire sostenibilità, equità e stabilità nel tempo, assicurando al personale militare tutele reali e durature e, al contempo, condizioni sostenibili per tutte le parti coinvolte.

LRM continuerà a seguire con la massima attenzione tutte le evoluzioni e a essere parte attiva nel suo sviluppo, sempre più attagliato alle esigenze del personale, mantenendo un costante dialogo con le autorità competenti. Sarà nostra cura fornirvi ogni ulteriore aggiornamento.

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