
A seguito di comunicazioni circa l’attribuzione dell’indennità di Artificieri, promossa e sostenuta da questa Associazione Sindacale presso la Funzione Pubblica in occasione degli accordi contrattuali, emerge una sconfortante interpretazione che ha lasciato esterefatti gli oltre 200 Artificieri d’Italia.
L’indennità in parola, proposta da LRM al fine di valorizzare il delicato incarico che rivestono i colleghi che giornalmente sono in contatto con materiali esplosivi e comunque estremamente pericolosi, viene svilita nella sostanza.
Invero, diversamente da quanto pattuito in sede contrattuale, ovvero emolumento da riconoscere mensilmente quale apposita indennità per l’incarico svolto a seguito di apposito percorso formativo, viene interpretata quale (gettone di presenza) in caso di disinnesco di ordigno.
Attività e discriminante questa, mai discussa o paventata in sede contrattuale.
Tale interpretazione non solo penalizza in termini economici il personale potenzialmente fruitore rispetto ad altre categorie di militari con simili mansioni ma introduce un pericoloso precedente in termini di stanziamento di apposite risorse ed effettiva “esigibilità” delle stesse.
Per quanto appreso e per l’impegno che questa APCSM ha assunto con i percettori dell’indennità in parola, si é provveduto a contattare per le vie brevi le diramazioni dello Stato Maggiore della Difesa al fine di chiederne un tempestivo approfondimento e porre i necessari e conseguenti correttivi.
Libera Rappresentanza dei Militari ha inoltre investito della problematica il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito per il tramite dei canali ufficiali.
In attesa di riscontro questa Associazione Sindacale monitorerà l’evolversi della questione e comunicherà agli interessati le risultanze del predetto intervento.
La Segreteria Generale
Libera Rappresentanza dei Militari.
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