Lettera aperta del Segretario
Generale del Sindacato Libera Rappresentanza dei Militari
La legge di bilancio
2023 riserva amare sorprese al personale militare. L’art. 112 infatti modifica
i termini e le condizioni che fino a ieri vigevano per tutti coloro che hanno
versato una quota mensile, a favore delle relative casse, al fine di maturare
un gruzzoletto immediatamente erogabile al momento del congedo (mai così
importante da quando la buona uscita viene rateizzata).
Orbene, il Governo ha
previsto che a sanare le “complicate” finanze dei fondi di cui alle predette
casse siano gli stessi dipendenti!
Ma partiamo dall’inizio
per i meno informati.
In pratica, a seguito
dell’approvazione della ormai famosa legge 244/2012, si è operato un taglio di
ben 40.000 posti di lavoro (da 190.000 a 150.000 unità). Il relativo ricambio
generazionale subiva dunque un forte ridimensionamento dato dalle aumentate fuoriuscite
di Ufficiali e Sottufficiali.
Se da una parte alla
fuoriuscita derivava la conseguente elargizione del premio accantonato dagli
stessi militari presso la Cassa di previdenza delle Forze Armate, dall’altra gli
esigui arruolamenti dovuti appunto ad un ridimensionamento organico delle due
categorie in questione sottraevano le risorse atte a mantenere in equilibrio il
bilancio fra entrate ed uscite!
Una scelta politica
insomma, che tagliava 40.000 posti di lavoro e che portava il sottoscritto a
definire pubblicamente l’allora Ministro della Difesa, Ammiraglio DI PAOLA come
“il curatore fallimentare del progetto Difesa”.
In breve, mentre in
Europa Paesi come la Germania aumentano le posizioni organiche di 20.000 unità
(da 170.000 a 190.000 ) a noi toccherà gestire un ridimensionamento che si
riverbera anche su questioni apparentemente avulse.
Ad ogni modo ci sono
voluti pochi anni ed il “dissesto finanziario” è servito. Ma come risolvere il
problema? Bene, cari colleghi dell’Esercito, tenetevi forte…ecco la breve sintesi
delle soluzioni contenute all’art. 112 della Legge di bilancio:
- Potranno pagare il fondo anche ai militari
del ruolo d’onore e se poi non raggiungono il periodo minimo di contribuzione
(6 anni) pazienza.. gli saranno restituiti i loro soldi con il solo incremento
ISTAT e senza elargizione del previsto premio; - Possibilità di fare slittare la
corresponsione del premio dovuto fino a 24 mesi per esigenze comprovate
(leggasi bilancio insufficente), con buona pace dei progetti o delle esigenze
familiari del congedante; - Soppressione dell’assegno speciale per gli
Ufficiali a decorrere dal 1 gennaio 2023 e abbassamento del moltiplicatore dal
60 al 50% per coloro che avevano già
maturato il diritto alla corresponsione; - Aumento del prelievo in busta paga dell’aliquota
in favore del fondo cassa di previdenza.
Vero è che la stessa
previsione normativa introduce nuovi elementi che si accolgono con favore, richiesti
in più occasioni anche dal nostro Sindacato e finalmente cristallizzati dalla
norma in esame, altrettanto vero però è che le predette previsioni sono a costo
zero per l’erario dello Stato e che per talune si è dovuti attendere quasi 30
anni!
Questi gli interventi propositivi in merito alla Cassa di Previdenza:
- L’istituzione della Cassa Graduati, la quale
permetterà oltre all’accesso al credito agevolato un accantonamento di somme
rivalutate e comprensive dell’indennità supplementare; - L’effettiva portabilità del Fondo accumulato
all’interno di una Categoria (Graduati/Sottufficiali) a quella di destinazione
in caso di transito per concorso. (Sottufficiali/Ufficiali); - Possibilità di concedere dei sussidi a fondo
perduto, indipendentemente dal Ruolo e dal fondo di appartenenza, per gravi e
comprovate esigenze.
In conclusione, fatta eccezione dei 3 punti appena annoverati, a
fronte di provvedimenti economici a favore di talune categorie di lavoratori autonomi, per il personale del Comparto Difesa e
Sicurezza neanche i fondi per un contratto già scaduto da tempo! Però, in
compenso, i tagli agli organici li paghiamo noi….
Ci si augura quanto meno, che alla
prossima Manovra di bilancio vengano coinvolti i Sindacati Militari come
previsto dalla Legge, e che questi abbiano il supporto e l’adesione in massa da
parte di tutti i colleghi al fine di far valere legittime e sacrosante
aspettative.
Dr. Marco Votano
Segretario Generale
Sindacato Libera Rappresentanza dei
Militari
www.sindacatolrm.com

