Dire di no è la cosa più facile del mondo, ma spiegare le conseguenze reali ai militari è un dovere di chi rappresenta il personale.
In questo video, il Segretario Generale di Libera, Marco Votano, mette i punti sulle “i” riguardo alla scelta di alcune sigle, come Usmia, di non sottoscrivere il FESI e criticare, neanche tanto velatamente chi invece lo ha firmato apportandone ulteriori migliorie.
Spesso non firmare viene presentato come un atto di coraggio o di coerenza, ma le norme parlano chiaro e come emergerà chiaramente dal video, qui di coerenza da parte di USMIA ce n’è poca.
Come spiega chiaramente Votano:
- L’inganno del blocco: Se non si fosse firmato, l’Amministrazione ai sensi del DPR 171/2007, avrebbe proceduto con i criteri dell’anno precedente (e dunque niente tutele per terapie salva vita, turnisti etc.. inseriti dalle sigle quest’anno.
- La dignità dei numeri: Votano analizza le cifre paventate da USMIA per coloro I quali ricoprono incarichi di particolare responsabilità, cifre che definire offensive è poco, se consideriamo le responsabilità e i sacrifici richiesti ogni giorno e che queste devono avere un riconoscimento fisso in busta paga e non 2 euro al mese.
La rappresentanza seria si fa con i numeri e con la conoscenza tecnica delle norme, non con i post per fare scena e confondere le idee per raccattare consenso (e deleghe) perché poi, come emerge dal video, i nodi vengono sempre al pettine….
A chi potrebbero giovare questi continui cambi di direzione da parte di taluni? noi una nostra idea ce la siamo fatta e sopratutto scegliamo coerenza e concretezza senza lasciare nessuno indietro.
