Secondo informazioni acquisite, una quota parte delle risorse indicate nel confronto politico sulla prossima manovra, pari complessivamente a 480 milioni di euro, sarebbe destinata a sanare la grave situazione che vede penalizzati i militari rispetto alle pensioni future.
Libera Rappresentanza dei Militari, che sta portando avanti una battaglia continua sulla questione, era scesa in piazza nel mese di luglio e si era rifiutata di firmare i contratti proprio per sensibilizzare il Governo sulle urgenti esigenze del personale rappresentato.
Libera ha chiesto con forza, per tutto il prosieguo delle trattative, che nella legge di bilancio fossero previsti non solo gli stanziamenti per la previdenza, ma anche la defiscalizzazione delle competenze accessorie, della tredicesima e del FESI e la detassazione degli aumenti stipendiali contrattuali.
«Un primo passo è stato fatto — commenta il Segretario Generale di Libera, Marco Votano —. Si definiscono adesso i provvedimenti che prevedono defiscalizzazione e detassazione, necessari in un contesto estremamente difficile per il personale, che ogni giorno fa i conti con il caro vita e un potere d’acquisto in picchiata».
«Il Governo convochi i sindacati militari — conclude Votano — in occasione della stesura della legge di bilancio e ascolti i rappresentanti dei lavoratori in uniforme».


