Si destinano nuove risorse alla Difesa, ma per chi indossa la divisa restano ancora aperte questioni fondamentali: retribuzioni, riconoscimento del lavoro operativo e tutela delle future pensioni.
È questa la criticità che Libera Rappresentanza dei Militari rileva nel testo del disegno di legge di Bilancio 2027. Gli stanziamenti previsti per il personale e la riduzione dei tempi del TFS rappresentano segnali da riconoscere, ma non costituiscono ancora una risposta adeguata alle esigenze dei militari e delle loro famiglie.
Le risorse devono arrivare nelle buste paga
Per la valorizzazione dei servizi operativi della Difesa sono previsti circa 206 milioni di euro per ciascuno degli anni 2027 e 2028 e circa 171 milioni annui dal 2029.
Occorre ora chiarire come queste risorse saranno utilizzate, chi ne beneficerà e quali effetti produrranno sulle retribuzioni. Uno stanziamento in un fondo non equivale a un aumento già riconosciuto al personale.
Per LRM, il criterio deve essere chiaro: riconoscere il lavoro svolto, le responsabilità assunte, la disponibilità richiesta e i sacrifici che ricadono anche sulle famiglie. Servono risorse adeguate e criteri di distribuzione trasparenti.
Per le Forze di polizia il testo prevede inoltre circa 90,8 milioni di euro annui aggiuntivi per i fondi destinati all’efficienza dei servizi istituzionali e 50 milioni nel 2027 per remunerare prestazioni di straordinario già effettuate.
Pagare il lavoro già svolto è un obbligo verso il personale. La necessità di stanziamenti per gli arretrati richiama un problema che deve essere affrontato alla radice: a ogni impiego devono corrispondere coperture e pagamenti tempestivi.
Fisco: il personale in uniforme attende risposte più incisive
L’estensione al 2027 dell’aliquota IRPEF del 33% fino a 55.000 euro produce un beneficio aggiuntivo sulla quota di reddito imponibile compresa tra 50.000 e 55.000 euro, fino a un massimo teorico di 500 euro annui.
È un intervento che non risolve la perdita di potere d’acquisto né risponde alle esigenze di tutto il personale.
Sul trattamento accessorio, il disegno di legge prevede anche un’agevolazione per il pubblico impiego non dirigente, con limiti di reddito e di importo. La disposizione esclude però i militari e gli appartenenti alle Forze di polizia destinatari della specifica agevolazione fiscale di settore.
Per LRM resta quindi centrale la richiesta di una defiscalizzazione più incisiva delle indennità, del FESI e della tredicesima, insieme alla detassazione degli aumenti contrattuali. Il riconoscimento economico del servizio deve tradursi in un beneficio effettivo nelle buste paga.
TFS: un passo avanti, ma il personale ha già atteso troppo
La progressiva riduzione dei tempi di liquidazione del TFS è una misura positiva. Riguarda somme maturate durante una vita di lavoro, sulle quali il personale deve poter contare al momento del pensionamento.
Il testo prevede, per le fattispecie interessate, la riduzione del termine di attesa a sei mesi per chi matura i requisiti nel 2028 e a tre mesi per chi li matura nel 2029.
Dal 2030, per chi matura i requisiti da quella data e cessa per raggiungimento dei limiti di età, la liquidazione potrà decorrere dalla cessazione, ferme restando le disposizioni procedurali richiamate dalla norma. Il superamento della rateizzazione è previsto dal 2035, sempre alle condizioni indicate nel testo.
È un percorso che va nella direzione richiesta dai lavoratori, ma con un orizzonte ancora troppo lontano. Per LRM occorre accelerare e affrontare anche la condizione di chi continuerà a subire attese e pagamenti frazionati.
Previdenza dedicata: servono norme, risorse e tempi certi
Il punto più critico resta la previdenza militare.
Nella versione esaminata non emergono nuovi interventi specifici su moltiplicatore, aliquote di rendimento, coefficienti di trasformazione o attuazione della previdenza dedicata.
Il personale continua a chiedere certezze sulle pensioni future. I limiti ordinamentali di età e la specificità del servizio richiedono strumenti adeguati, soprattutto per chi ricade nel sistema contributivo.
Per LRM, il confronto deve produrre una soluzione finanziata e concretamente applicabile. Occorre rendere utilizzabili le risorse già previste, verificarne l’adeguatezza e definire un percorso normativo con scadenze precise.
Il Parlamento rafforzi le misure per chi serve il Paese
La manovra incrementa le risorse per capacità militari, infrastrutture e missioni internazionali. Per queste ultime sono previsti ulteriori 520 milioni di euro nel 2027 e circa 803,6 milioni nel 2028.
A questi investimenti deve accompagnarsi un impegno altrettanto concreto sulle persone. Ogni nuova capacità operativa richiede militari preparati, motivati e adeguatamente retribuiti, con condizioni di impiego sostenibili e prospettive previdenziali certe.
Libera Rappresentanza dei Militari chiede che l’esame parlamentare rafforzi gli interventi sul personale: più risorse nelle buste paga, maggiore tutela fiscale, pagamenti tempestivi e una risposta strutturale alla previdenza dedicata.
Il personale militare assolve ogni giorno ai propri doveri. Governo e Parlamento devono assumersi fino in fondo la responsabilità di riconoscerne il lavoro e tutelarne il futuro.
L’analisi si riferisce al testo bollinato del disegno di legge di Bilancio 2027 disponibile al 31 ottobre 2026. Le misure potranno essere modificate durante l’esame parlamentare e non sono ancora definitive.
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