Il Sindacato Libera richiama Governo e Parlamento sulla necessità di intervenire sugli organici, sul ricambio generazionale e sulle condizioni di impiego del personale militare.
Secondo le notizie diffuse dalla stampa il 19 e il 20 ottobre 2026, il Governo ha annunciato l’invio di ulteriori 500 militari a Milano per rafforzare il dispositivo dell’operazione Strade Sicure. L’annuncio precede la definizione delle relative misure normative e delle modalità operative.
Ancora una volta, di fronte a un’emergenza, lo Stato si rivolge all’Esercito. I militari sono pronti a fare la propria parte, con senso del dovere e spirito di servizio. Ma a un maggiore impiego devono corrispondere responsabilità chiare, tutele concrete, il giusto riconoscimento economico e, soprattutto, un necessario ricambio generazionale.
L’addestramento specifico richiede tempo, personale e mezzi. Eppure, da anni si continua a “spremere” un personale che, troppo spesso, è sempre lo stesso.
È ormai evidente, come denuncia da tempo il Sindacato Libera, che l’enorme mole di impegni, tra missioni nei teatri operativi esteri e sul territorio nazionale, emergenze di varia natura, attività addestrative e mantenimento delle capacità operative, sottopone il personale militare a un carico di lavoro sempre più gravoso.
Ci sono colleghi che, a causa dei continui impegni istituzionali, da oltre tre anni non riescono a trascorrere le vacanze estive o le festività natalizie insieme ai propri cari.
A tutto questo si aggiungono l’avanzare dell’età media del personale e le incertezze legate al futuro pensionistico.
Un quadro che, considerato nel suo insieme, appare desolante.
Secondo gli studi e le analisi interne condotte dal Sindacato Libera, per rispondere adeguatamente alle attuali esigenze operative delle Forze Armate mancherebbero almeno 20.000 militari.
Una stima che deve far riflettere il Governo e il Parlamento sulla necessità di intervenire con urgenza sugli organici e sul ricambio generazionale.
Non si tratta soltanto di aumentare i numeri, ma di garantire la sostenibilità degli impegni operativi, la continuità dell’addestramento, il necessario recupero psicofisico del personale e una migliore conciliazione tra vita professionale e familiare.
Il Governo e, in particolare, il Ministro della Difesa raccolgano gli appelli che il Sindacato Libera ha più volte avanzato anche in occasione degli incontri istituzionali. È necessario intervenire concretamente sugli organici e rivedere i limiti previsti dalla legge n. 244 del 2012, tenendo conto delle successive modifiche normative, per adeguare la consistenza delle Forze Armate alle reali esigenze operative del Paese.
Mentre altri Stati dell’Unione europea stanno rafforzando i propri organici militari per fronteggiare le minacce esterne e garantire un’adeguata capacità di risposta, in Italia ci troviamo ogni volta a dover “raschiare il barile” per individuare qualche unità in più da inviare laddove il Paese ne richiede la presenza, spesso con mezzi ed equipaggiamenti non pienamente adeguati alle esigenze operative.
Nel caso specifico di Milano, inoltre, non si possono trascurare le condizioni di impiego. Operare nelle città del Nord, soprattutto con l’avvicinarsi della stagione invernale, significa affrontare condizioni climatiche spesso particolarmente rigide, che richiedono uniformi, dotazioni e supporti logistici adeguati.
Occorre inoltre garantire regole d’ingaggio chiare, adeguate tutele giuridiche e il riconoscimento economico delle prestazioni straordinarie, affinché l’eventuale incremento degli impegni non si traduca nell’ennesimo sacrificio imposto al personale senza le necessarie garanzie.
I militari non chiedono privilegi, chiedono rispetto. Chi è chiamato a garantire sicurezza e presenza sul territorio deve poterlo fare con strumenti idonei, certezze operative e la consapevolezza che il proprio impegno venga riconosciuto e tutelato.
La disponibilità a servire il Paese non sarà mai messa in discussione, ma non può e non deve diventare un motivo per dare per scontati sacrifici, professionalità e diritti.
La sicurezza del Paese passa anche attraverso il rispetto e la valorizzazione di chi, ogni giorno, è chiamato a garantirla.
Foto di copertina: “Pattuglia appiedata Stazione Centrale di Milano”, Esercito Italiano. Foto d’archivio pubblicata il 6 febbraio 2017, non riferita al nuovo invio di militari. Immagine originale, licenza CC BY-NC-SA 3.0 IT.
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