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Previdenza complementare, LRM: «Un tavolo senza risorse è solo fuffa»

Si è svolto ieri, 13 ottobre 2026, presso il Dipartimento della Funzione Pubblica, l’incontro dedicato alla previdenza complementare e dedicata per il personale militare. Per Libera Rappresentanza dei Militari, il confronto si è chiuso senza risposte concrete: manca ancora l’elemento decisivo, lo stanziamento delle risorse necessarie.

A pochi giorni dalla presentazione della bozza della legge di bilancio, quando sarà possibile valutare le reali intenzioni del Governo, ci si ritrova ancora una volta intorno a un tavolo che, in assenza di finanziamenti adeguati, non può dare una prospettiva concreta alle diverse ipotesi in discussione.

Il ministro Paolo Zangrillo, intervenuto all’incontro, ha ribadito l’attenzione verso il comparto, senza però fornire indicazioni concrete sulle risorse. Dal suo intervento è emerso che le decisioni dipenderanno dalle valutazioni della Ragioneria generale dello Stato e dalla situazione dei conti pubblici.

Per LRM, è un’ulteriore delusione per le sigle sindacali che hanno firmato il contratto confidando in impegni e promesse future. Dopo la mancata modifica dell’area di secondo livello, anche il confronto sulla previdenza resta privo delle risposte attese.

La nostra posizione rimane chiara: sottoscrivere un contratto sulla base di promesse, senza attendere di conoscere le risorse previste dalla legge di bilancio, è stato un errore. Gli impegni assunti devono tradursi in stanziamenti e misure verificabili, non in nuove attese per il personale.

Nel proprio intervento, Libera Rappresentanza dei Militari ha denunciato una mancanza di concretezza che rischia ormai di diventare un metodo e ha ribadito che sul tema delle pensioni non farà alcun passo indietro.

La partita è troppo seria per essere rinviata ancora. Il futuro previdenziale dei militari richiede scelte precise, risorse adeguate e tempi certi. LRM continuerà a far sentire la propria voce e a chiedere risposte all’altezza delle esigenze del personale.

Ci auguriamo che anche le sigle firmatarie facciano sentire con forza la propria voce e non si accontentino nuovamente di ipotesi e proiezioni prive di copertura finanziaria. Senza risorse, le promesse restano parole vuote. Per dirla chiaramente: fuffa.