contratti

Si è svolto nella giornata di ieri l’incontro per i rinnovi contrattuali. Per Libera erano presenti in delegazione il Segretario Generale Marco Votano e i Dirigenti Nazionali Francesco Stazi e Diana Panaggio.

Nella sostanza, i sindacati del Comparto Difesa si compattano per dire no alla firma del contratto.

Non si tratta di una chiusura pregiudiziale da parte dei rappresentanti del personale militare, bensì dell’assoluta necessità di ricevere certezze su modi e tempi riguardo a tematiche non più rimandabili.

LE PENSIONI DA FAME

In cima alla lista vi è la previdenza dedicata che, qualora non fosse definita in tempi brevi, condannerebbe i lavoratori in uniforme a un futuro pensionistico fatto di stenti e incertezze.

Sul tema della previdenza e della perdita di potere d’acquisto si era da subito intuito che le sigle non sarebbero indietreggiate di un passo. Gli accordi del precedente contratto, infatti, prevedevano un impegno governativo ad affrontare la questione in modo efficace. Tuttavia, per l’anno in corso, non sono state allocate somme aggiuntive per la “specificità”, risorse che risultano invece vitali per l’avvio della previdenza dedicata.

LE AGIBILITÀ SINDACALI

Un ulteriore tema centrale, che si intreccia con la trattativa contrattuale, è quello delle agibilità sindacali, ovvero il grado di incidenza e le prerogative esercitabili dalle APCSM.

Libera Rappresentanza dei Militari, così come altre sigle sindacali, pur riconoscendo alla Funzione Pubblica il merito di aver sostenuto l’esigenza di un aggiornamento della Legge 46 e l’apertura di un tavolo di lavoro, ha evidenziato come le criticità presenti nella normativa — a partire dall’assenza di una negoziazione di secondo livello — limitino fortemente, a discapito del personale militare, le agibilità sindacali e la possibilità di incidere su temi estremamente rilevanti quali concorsi, trasferimenti e altri aspetti ordinamentali.

Per Libera, l’allineamento dei mandati e la continuità dell’azione sindacale, seppur necessari sotto il profilo tecnico, non risolvono le numerose limitazioni attuali.

In tal senso, Libera aveva già richiesto ufficialmente, nel corso di un incontro tenutosi a Roma con il Sottosegretario di Stato alla Difesa On. Perego, l’apertura di un tavolo di lavoro sulla Legge 46, al fine di migliorare diversi aspetti normativi e rappresentare meglio le aspettative del personale.

Si prende atto con favore del comunicato emanato dal Dicastero della Difesa, che conferma l’accoglimento delle richieste delle APCSM e l’avvio, a partire da settembre, della necessaria discussione sulle prerogative sindacali.

DISEGNO DI LEGGE DIFESA: NASPI E ORGANICI

Un tema centrale, sul quale L.R.M. ha riconosciuto al Governo di aver intrapreso la strada giusta — pur trattandosi al momento di una bozza — riguarda alcune disposizioni contenute nel Disegno di Legge sulla Difesa.

Il riconoscimento della NASpI ai volontari, da sempre cavallo di battaglia di Libera, unitamente al previsto aumento degli organici, alla revisione del trattamento economico e alla possibilità di intervenire sulle regole concorsuali e di carriera, sono ora contenuti nella bozza che sarà presentata al Parlamento.

Per Libera Rappresentanza dei Militari, la valutazione della firma del contratto passa anche da questi provvedimenti e dalla loro effettiva attuazione.

GLI AUMENTI PREVISTI

Come richiesto da Libera in apertura della stagione contrattuale, oltre il 90% delle risorse stanziate è stato destinato alla parte fissa, mentre la restante quota andrà ad alimentare il FESI.

Si parla di oltre 100 euro netti mensili, con arretrati corrisposti in un’unica soluzione, che porteranno circa 1.800 euro lordi medi nelle tasche dei colleghi.

Tali incrementi conducono a un aumento complessivo di circa 200 euro netti nell’arco di tre anni. Tuttavia, alla luce della perdita di potere d’acquisto e della pressione fiscale, queste somme risultano ancora insufficienti.

Se da un lato si registra che tali risorse risentono dell’attuale quadro economico (crescita debole, conflitti in atto, inflazione elevata e contrazione dei consumi), dall’altro resta un interrogativo fondamentale: dove sono le risorse aggiuntive promesse dal Governo sulla “specificità”, più volte richiamate con il riferimento ai cosiddetti “tempi supplementari”?

LA PARTITA NORMATIVA ED EXTRA CONTRATTUALE

Qualora il contratto non preveda una svolta concreta sul piano normativo ed extra-contrattuale, Libera Rappresentanza dei Militari non procederà alla firma.

Pur riconoscendo l’importanza di garantire nel più breve tempo possibile aumenti e arretrati al personale, tali risorse non possono essere scambiate con diritti e dignità, né la contrattazione può ridursi a una mera ripartizione di fondi.

A tal proposito, Libera ha già trasmesso alla Funzione Pubblica il proprio documento di parte normativa, contenente, tra le altre, le seguenti proposte:

  • ripristino della flessibilità oraria su quattro giorni;
  • estensione a 90 giorni del recupero dei permessi orari giornalieri;
  • riconoscimento della giornata superfestiva per chi inizia o termina il turno in tali giornate;
  • possibilità di fruire in ore di quota parte della licenza ordinaria e del congedo parentale;
  • riduzione da 8 a 4 ore del tempo minimo di missione per il riconoscimento del rimborso del pasto;
  • adeguamento dei rimborsi orari da 6 a 8 euro.

Libera ha inoltre richiesto l’aumento della quota minima (dal 20% al 30%) delle risorse destinate al CFG a favore del FESI, nonché una norma contrattuale che imponga il pagamento del FESI entro il mese di giugno.

LO STATO DELLA TRATTATIVA

La palla passa ora ai Ministeri competenti e alla mediazione della Funzione Pubblica.

Nelle prossime settimane si comprenderà se il Governo intenderà dare concretezza al riconoscimento della “specificità”, attraverso impegni e stanziamenti adeguati, e se lo Stato Maggiore Difesa farà la propria parte sul finanziamento del FESI e sulla componente normativa, evitando resistenze e garantendo la necessaria attenzione alle legittime aspettative del personale.

Segue intervento del Segretario Generale di L.R.M. presso il tavolo contrattuale.

La Segreteria Nazionale
Libera Rappresentanza dei Militari

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